Avvocato Ezio Bonanni – Esposizione all’amianto – Danni da amianto

 

 

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Avvocato Ezio Bonanni: Amianto, un dramma non ancora risolto.

 

 

 

Fino ad alcuni decenni fa, il mesotelioma pleurico maligno (MPM) era considerato un tumore estremamente raro tanto che molti patologi ne mettevano in dubbio l'esistenza.

 

Ogni anno questa patologia purtroppo provoca più di 50.000 vittime, di cui almeno 10.000 in Europa e circa 1.800 in Italia (il V Rapporto ReNaM ne ha censite più di 1.500 ogni anno per gli ultimi periodi). Dai dati forniti l'Italia è stata fino alla fine degli anni '80 il secondo produttore di amianto in fibra dopo l'Unione Sovietica ed il maggiore della Comunità Europea.

 

Durante tale periodo, si stima che il 40% di tutti i lavoratori fu esposto all'asbesto (la fibra d'amianto).

 

Il mesotelioma si sviluppa a seguito di una mutazione delle cellule del mesotelio che costituiscono la superficie interna della cavità pleurica causata dalle fibre di amianto. Nel momento in cui le particelle di amianto vengono inalate e penetrano nel corpo, esse si accumulano prevalentemente a livello del sistema respiratorio ma anche nel sistema gastro-enterico.

 

 

CENNI STORICI:

Relazione Columbia University (ITALIANO)
Relazione tenuta dall’Avv. Ezio Bonanni nella Conferenza “The 27th Annual International Symposium On Acupuncture, Electro-Therapeutics, & The Latest Related Medical Topics And Advancements” (21-24 ottobre 2011) presso la Facoltà di Medicina della Columbia University di New York.
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Relazione Columbia University (INGLESE)
Relazione tenuta dall’Avv. Ezio Bonanni nella Conferenza “The 27th Annual International Symposium On Acupuncture, Electro-Therapeutics, & The Latest Related Medical Topics And Advancements” (21-24 ottobre 2011) presso la Facoltà di Medicina della Columbia University di New York.
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I rapporti esistenti tra esposizione all'amianto e malattie dell'apparato respiratorio hanno assunto rilevanza nel mondo del lavoro e a livello normativo solo negli ultimi decenni, nonostante le conoscenze scientifiche sulla nocività dell'amianto risalgano ad oltre un secolo fa.

L'Italia fino al 1992 è stato uno dei Paesi europei dove l'asbesto è stato prodotto e utilizzato in maggior misura.

Nel 1992 con la legge n. 257, l'Italia ha bandito la produzione e l'uso di asbesto; da quel momento il numero di lavoratori correntemente esposto all'amianto è progressivamente diminuito.

Questa peculiare situazione apre due distinti scenari in ambito preventivo che in parte si sovrappongono: quello degli ex-esposti all'amianto che, visto il lungo periodo di latenza, non possono essere considerati completamente al sicuro e quello dei lavoratori correntemente esposti che non possono dirsi assolutamente non esposti.

La particolare importanza e delicatezza del tema affrontato rende necessario rivolgersi ad un Avvocato e lo studio legale fin dal gennaio del 2000 si occupa prevalentemente di tutela i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto.

Per eventuali maggiori informazioni e per un parere più approfondito, l’Avv. Ezio Bonanni può essere contattato inoltrando una richiesta all’indirizzo e-mail: 

 

avveziobonanni@gmail.com

 

L'Avvocato Ezio Bonanni vi risponderà e vi fornirà del tutto gratuitamente tutte le informazioni richieste.

 

L’Avv. Ezio Bonanni può essere contattato anche telefonicamente al n. 0773/663593 e fornirà ogni ulteriore chiarimento si rendesse necessario.

 

 

Avvocato Ezio Bonanni: interventi assicurativi e previdenziali nell'esposizione all'amianto

 

 

 

In Italia, l'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) secondo il DPR n. 1124/1965, riconosce come causate dall'esposizione all'asbesto le seguenti patologie:

 

 

 

1) placche ed ispessimenti pleurici;

 

2) mesotelioma pleurico;

 

3) mesotelioma pericardio;

 

4) mesotelioma peritoneale;

 

5) mesotelioma vaginale e del testicolo;

 

6) carcinoma polmonare;

 

7) asbestosi (con le complicazioni cardiocircolatorie e cardiovascolari – art. 4, L. 780/75).

 

che dunque dovranno essere indennizzate dall’INAIL. Infatti, l’origine professionale di tali patologie si presume e l’INAIL, ove voglia negarne l’origine professionale, dovrà prima eccepire e poi dimostrare che la loro causa è riconducibile a motivi esclusivamente extraprofessionali.

 

Patologie non inserite dall’INAIL nella tabella n. I.

 

L’INAIL ha inserito il tumore alla laringe nella lista n. II e cioè in quella che assume la ‘limitata probabilità’ di origine professionale e i tumori gastroenterici nella lista III, e cioè quella della ‘possibile’ origine lavorativa. Quindi, l’INAIL, solitamente, nega per tali patologie il riconoscimento dell’origine professionale e dunque l’indennizzabilità di queste patologie e quindi l’avente diritto deve proporre azione giudiziaria e rendere la prova del nesso causale.

 

Così è per le altre patologie di cui si assume l’origine professionale.

 

Per tali malattie, il medico che accerta la patologia e che, durante la raccolta dei dati, viene a conoscenza di una conoscenza all'amianto del suo assistito, redige il primo certificato di malattia professionale che consegna al lavoratore.

 

Il lavoratore ha 15 giorni per consegnare il certificato al datore di lavoro che a sua volta è obbligato a inviare all'INAIL, tale certificato entro 5 giorni da quando l'ha ricevuto dal lavoratore.

 

Nel caso in cui tale patologia si manifesti in lavoratori già in pensione, la domanda viene inoltrata dal lavoratore direttamente all'INAIL.

 

L'INAIL prevede, tra le prestazioni erogabili a chi ha contratto una patologia correlata all'amianto, un indennizzo in capitale o in rendita, sulla base del danno valutato dal personale medico dell'INAIL ed in considerazione della menomazione determinata dalla patologia.

 

L'indennizzo può essere anche indirizzato ai familiari superstiti qualora il lavoratore fosse già deceduto.

 

L'INAIL inoltre può garantire al lavoratore gli accertamenti medico-specialistici e le eventuali terapie (anche riabilitative) che la patologia dovesse richiedere.

 

 

 

I lavoratori esposti all’amianto hanno diritto ad essere collocati in prepensionamento e, nel caso fossero già in quiescenza, hanno diritto a vedersi comunque rivalutata la posizione contributiva e dunque maggiorata la prestazione previdenziale per effetto dell’accredito delle maggiorazioni contributive con il coefficiente 1,5. I lavoratori in attività possono anticipare la data di pensionamento del 50% del periodo di riconosciuta esposizione. Coloro che sono già collocati in pensione hanno diritto a vedersi rivalutata la prestazione.

 

 

 

Per eventuali maggiori informazioni e per un parere più approfondito, l’Avv. Ezio Bonanni può essere contattato inoltrando una richiesta all’indirizzo e-mail: 

 

 

 

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L'Avvocato Ezio Bonanni vi risponderà e vi fornirà del tutto gratuitamente tutte le informazioni richieste.

 

L’Avv. Ezio Bonanni può essere contattato anche telefonicamente al n. 0773/663593 e fornirà ogni ulteriore chiarimento si rendesse necessario.

 

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Il Legislatore in più occasioni è intervenuto ed ha modificato la normativa (art. 47, L. 326/03). Nel tempo, tuttavia, grazie all’impegno professionale dell’Avv. Ezio Bonanni, la norma in materia di decadenza per coloro che non avevano avanzato la domanda all’INAIL prima del 02.10.03 e/o del 15.06.2005 è stata applicata solo per i casi in cui non si riteneva applicabile la precedente normativa, quindi con salvezza di molte delle posizioni anche di coloro che non avevano presentato tale domanda all’INAIL entro il termine, come ho già chiarito nella mia pubblicazione scientifica Benefici contributivi per esposizione ad amianto (Centro Studi del Diritto dei Lavori dell’Università di Bari, 02.07.2015).

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Avvocato Bonanni: immediato pensionamento di tutti i lavoratori che hanno contratto patologie asbesto correlate (senza il passaggio sotto le forche gaudine della L. Fornero).

 

 

 

Con la legge di Stabilità del 2017 (Legge 11 dicembre 2016, n. 232) è stata approvata la norma che prevede l’immediato pensionamento per tutti coloro che, per motivi di lavoro, hanno contratto mesotelioma pleurico, mesotelioma pericardico, mesotelioma peritoneale, mesotelioma della tunica vaginale del testicolo, carcinoma polmonare e asbestosi, purché riconosciuti dall’INAIL, ovvero dall’ente assicuratore, senza che ci sia la necessità di alcuna soglia di riconoscimento di inabilità/invalidità.

 

L’emendamento ha recepito una delle pressanti richieste che l’Osservatorio Nazionale Amianto ha formulato nell’interesse dei lavoratori malati di patologie asbesto correlate.

 

Si riporta di seguito il testo dell’art. 1, comma 250, della suddetta legge, che inizialmente è stato proposto dall’On.le Antonio Boccuzzi, per poi ottenere il sostegno bipartisan di tutti i gruppi politici ed essere definitivamente approvato dalla legge di Stabilità del 2017, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2016:

 

250. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge e nei limiti previsti dagli ultimi tre periodi del presente comma, il lavoratore iscritto all'assicurazione generale obbligatoria o alle forme esclusive e sostitutive della medesima affetto da mesotelioma pleurico (c45.0), mesotelioma pericardico (c45.2), mesotelioma peritoneale (c45.1), mesotelioma della tunica vaginale del testicolo (c45.7), carcinoma polmonare (c34) e asbestosi (c61), riconosciuti di origine professionale, ovvero quale causa di servizio, ha diritto al conseguimento di una pensione di inabilità, ancorché non si trovi nell'assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa. Ai fini del conseguimento del diritto alla pensione di inabilità di cui al primo periodo, il requisito contributivo si intende perfezionato quando risultino versati a favore dell'assicurato almeno cinque anni nell'intera vita lavorativa. Il beneficio pensionistico di cui ai primi due periodi, che non è cumulabile con altri benefìci pensionistici previsti dalla normativa vigente, è riconosciuto, a domanda, nel limite di 20 milioni di euro per l'anno 2017 e di 30 milioni di euro annui a decorrere dal 2018. Qualora dal monitoraggio delle domande presentate e accolte, emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, del numero di domande rispetto alle risorse finanziarie di cui al terzo periodo il riconoscimento del trattamento pensionistico è differito, con criteri di priorità in ragione dell'età anagrafica, dell'anzianità contributiva e, infine, della data di presentazione della domanda, allo scopo di garantire un numero di accessi al pensionamento non superiore al numero di pensionamenti programmato in relazione alle predette risorse finanziarie. Per i lavoratori di cui all'articolo 1, comma 2, e all'articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché per il personale degli enti pubblici di ricerca, che rientrano nelle fattispecie di cui ai primi due periodi del presente comma, le indennità di fine servizio comunque denominate di cui all'articolo 3 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, sono corrisposte al momento in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto alla corresponsione delle stesse secondo le disposizioni dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e sulla base della disciplina vigente in materia di corresponsione del trattamento di fine servizio comunque denominato. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono emanate le disposizioni necessarie per l'attuazione del presente comma.

 

L’Osservatorio Nazionale Amianto, proprio attraverso l’Avv. Ezio Bonanni, ha predisposto il modello di domanda che l’avente diritto potrà scaricare gratuitamente dal sito, compilare e corredare della necessaria documentazione, ed inoltrare all’ente pubblico.

 

 

modello domanda INPS prepensionamento.pd
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Avvocato Bonanni: accesso al fondo per gli eredi dei lavoratori portuali vittime dell’amianto

 

È operativo il fondo per gli eredi dei lavoratori portuali vittime dell’amianto (Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, 27.10.2016, che definisce le procedure e le modalità di erogazione delle prestazioni del Fondo Vittime Amianto istituito con la Legge di stabilità del 2016 – art. 1 comma 278, L. 28.12.2015, n. 208).

La dotazione annuale è di 10 milioni di euro. Il nuovo Fondo, istituito dalla legge di stabilità 2016 (208/2015), concorre al pagamento di quanto dovuto dai soggetti tenuti al risarcimento in favore dei superstiti delle vittime dell’amianto addetti alle operazioni portuali, a titolo di risarcimento del danno, patrimoniale e non patrimoniale, come liquidato con sentenza esecutiva. La dotazione prevista a questo scopo è di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018.

 

L’INAIL ha emanato la circolare per dare applicazione a queste norme, specificando tutti i termini di decadenza:

 

Il 18 marzo la scadenza delle domande per il 2016. Per l’accesso alle prestazioni del 2016, con riferimento alle sentenze esecutive depositate entro il 31 dicembre 2015, la domanda deve essere presentata da ciascuno dei soggetti beneficiari, utilizzando la modulistica disponibile sul sito Inail, entro e non oltre 60 giorni successivi a quello dell’entrata in vigore del decreto interministeriale dello scorso 27 ottobre – pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 gennaio 2017 – ossia entro il prossimo 18 marzo, dandone contestuale comunicazione ai soggetti debitori individuati nella sentenza esecutiva.

 

Il 28 febbraio la scadenza per le prestazioni del 2017. Per l’accesso alle prestazioni del 2017, devono essere prese in considerazione le domande concernenti le sentenze depositate nel corso dell'anno 2016. Le istanze devono essere presentate entro e non oltre il 28 febbraio 2017.

 

Il 28 febbraio 2018 la scadenza per le prestazioni del 2018. Per l'anno 2018, devono essere prese in considerazione le domande concernenti le sentenze depositate nel corso dell'anno 2017. Le istanze devono essere presentate entro e non oltre il 28 febbraio 2018.

 

La misura vale anche per gli autonomi. La circolare appena pubblicata precisa che le prestazioni del Fondo devono essere erogate anche nelle ipotesi in cui il lavoratore deceduto sia stato adibito, oltre che alle operazioni portuali strettamente intese – ovvero il carico, lo scarico, il trasbordo, il deposito, il movimento in genere delle merci e di ogni altro materiale – anche ai servizi portuali complementari e accessori a quelle operazioni. Il diritto alla prestazione, inoltre, può essere esercitato anche dagli eredi di lavoratori non soggetti all’obbligo assicurativo presso l’Inail, come ad esempio i lavoratori autonomi.

 

Si potrà consultare la circolare n. 7 del 09.02.2017.

 

 

Art.1, comma 278, della legge 28 dicembre 2015, n. 208. Procedure e modalità di erogazione delle prestazioni del Fondo per le vittime dell’amianto in favore degli eredi di coloro che sono deceduti a seguito di patologie asbesto-correlate per esposizione all’amianto, nell’esecuzione delle operazioni portuali nei porti nei quali hanno trovato applicazione le disposizioni di cui alla legge 27 marzo 1992, n. 257. Decreto ministeriale 27 ottobre 2016. Prime istruzioni applicative.

 

 

Disciplinate con circolare n. 7 del 9 febbraio 2017 le procedure e le modalità di erogazione delle prestazioni del fondo per le vittime dell’amianto in favore degli eredi di coloro che sono deceduti a seguito di patologie asbesto-correlate per esposizione all’amianto nell’esecuzione delle operazioni portuali, istituito dalla legge di stabilità per il 2016.

 

 

L’Avv. Ezio Bonanni e l’Osservatorio Nazionale Amianto hanno predisposto il modulo per ottenere l’accredito di tale diritto



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Avvocato Ezio Bonanni: norme di cui alla Legge di legge di stabilità: n.190 in G.U. 29.12.2014)

 

 

 

Le nuove modifiche alla normativa amianto, di cui all'art. 116 della Legge n. 190 del 2014 danno diritto a coloro che sono malati di mesotelioma, anche in assenza di nesso di causalità con l’attività lavorativa, e con esposizione familiare ed ambientale, di poter ottenere le prestazioni di cui al Fondo vittime amianto, che potranno essere pertanto richieste presso l’INAIL. Inoltre (in base all'art. 116 della stessa legge n. 190 del 2014), quei lavoratori che hanno ottenuto sentenza passate in giudicato con il coefficiente 1,25, potranno chiedere all'INPS di accreditare il beneficio con il coefficiente 1,5 utile per il prepensionamento, purché la domanda venga inoltrata entro il 31.01.2015.

 

 

 

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Avvocato Ezio Bonanni: risarcimento del danno alla vittima da amianto

 

 

La fattispecie della responsabilità da produzione, diffusione e smaltimento da amianto non ha ancora presentato appieno il suo drammatico conto nel nostro sistema economico e giuridico.

 

Dobbiamo adesso chiederci se nel nostro ordinamento esistano criteri scientifici e giuridici per identificare eventuali responsabili ed accertare le colpe di costoro.

 

Come si è già detto, l'impiego dell'amianto è da tempo bandito in Italia, sorge quindi la necessità di valutare se esistano oggi delle responsabilità legate alle vicende di un tempo, se tali diritti sia ancora esperibili e sia possibili ricondurli alla condotta illecita, e queste responsabilità ci sono, come reso evidente dall’esito di numerosi procedimenti penali e civili, su cui potrai trovare ulteriori informazioni consultando il notiziario dell’Osservatorio Nazionale Amianto  di cui l’avvocato Ezio Bonanni è presidente nazionale, e in audio/video le numerose conferenze dell’associazione.

 

Anche la semplice esposizione all’amianto è un danno, e dà diritto ad ottenere il risarcimento dei pregiudizi morali ed esistenziali e ogni altro danno sofferto.

 

 

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Avvocato Ezio Bonanni: la prescrizione del diritto al risarcimento del danno

 

 

La questione rileva in quanto sono patologie lungolatenti: in sostanza, si manifestano dopo decenni dall’inizio dell’esposizione ad amianto. Infatti, sia in sede penale che in sede civile sono state più volte sollevate eccezioni tese ad ottenere la prescrizione del diritto al risarcimento del danno.

 

Queste eccezioni sono totalmente infondate, in quanto la prescrizione inizia a decorrere dalla diagnosi della patologia e dalla consapevolezza della sua riconducibilità alla condotta illecita del datore di lavoro e/o del titolare della posizione di garanzia, ovvero dalla consapevolezza dell’esistenza del diritto, perché è da quella data che può essere fatto valere, a mente della norma di cui all’art. 2935 c.c. (tra le tante, Corte di Cassazione, Sezioni Unite, Sentenza n. 481 del 2008).

 

 

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Avvocato Ezio Bonanni: i danni risarcibili



Certamente la voce di danno più coinvolta in questi casi è quella del danno alla salute oltre al danno morale e soggettivo inteso come sofferenza e turbamento dell'animo generato dal fatto illecito.

Tali voci di danno ben possono essere riconosciuti nelle ipotesi di patologie da amianto in favore innanzitutto delle vittime primarie ma anche dei congiunti.

Pertanto, a titolo di danno ingiusto non solo la vittima principale ma anche i suoi congiunti potranno chiedere il ristoro del danno sotto il profilo non-patrimoniale e patrimoniale, diretto ed indiretto per effetto della lesione di diritti fondamentali della persona (la salute, la serenità e l'integrità familiare e del patrimonio) secondo lo schema dettato oggi dalla disciplina del nostro ordinamento giuridico.

 

 

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Avv. Ezio Bonanni: Tutela delle vittime del dovere.

 

L’esposizione ad amianto e ad altri agenti patogeni e cancerogeni e le particolari condizioni di espletamento dei doveri legati al servizio, peraltro in condizioni ambientali gravose e disagevoli, ha provocato, sta provocando e purtroppo provocherà ancora centinaia di malattie e di decessi tra gli appartenenti alle Forze Armate e ad altri Corpi dello Stato.

 

L’Avv. Ezio Bonanni, anche per effetto della particolare esperienza acquisita quale presidente dell’Osservatorio Nazionale sull’Amianto e del Dipartimento Tutela delle Vittime del Dovere per patologie asbesto-correlate , è riuscito ad ottenere significativi risultati con riconoscimento dei diritti in favore delle vittime e dei loro famigliari.

 

Per saperne di più può essere consultato questo sito nella sezione Tutela vittime del dovere per patologie asbesto correlate, e riconoscimento delle relative prestazioni previdenziali e indennitario risarcitorie e quello dell’Osservatorio Nazionale sull’Amianto al Dipartimento Tutela vittime del dovere per patologie asbesto correlate.

 

Tutti i dipendenti pubblici, e quindi non solo i militari, che per motivi di servizio hanno contratto patologie asbesto-correlate, oltre ad aver subito una invalidità permanente in seguito a lesioni riportate in attività di servizio o nell’espletamento delle funzioni di istituto, e a tutti gli altri soggetti equiparati che abbiano contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali consegue il decesso in occasione di missioni dentro e fuori dei confini nazionali (riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali od operative), tra le quali dunque rientrano le condizioni e le situazioni di esposizione ad amianto, e quindi con insorgenza delle patologie asbesto correlate, hanno diritto ad ottenere tutte le provvidenze stabilite per legge.

 

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L'Avvocato Ezio Bonanni riceve presso il suo studio legale:

Roma Via Crescenzio n. 2, Sc. B, int. 3, angolo Piazza Cavour

Latina Via Svetonio n. 16, int. 4

previo appuntamento che potrà essere richiesto anche telefonicamente contattando lo studio legale al numero 0773/663593.