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Amianto nella metropolitana di Milano: processo ATM

L'Osservatorio Nazionale Amianto costituitosi parte civile ha citato la società dei trasporti milanesi Atm, come responsabile civile nel procedimento che vede coinvolti gli ex direttori generali Elio Gambini e Roberto Massetti, nel corso dell'udienza svolta venerdì 1 luglio 2016, presso il Tribunale di Milano.

 

Il gip Elisabetta Meyer doveva decidere se rinviare a giudizio i due direttori, che all’epoca avevano le competenze sulla sicurezza e sull’igiene nei luoghi di lavoro, come richiesto dal PM Maurizio Ascione.

 

L'accusa è quella di omicidio colposo e lesioni colpose gravi: secondo la tesi accusatoria non avrebbero osservato la normativa in tema di amianto e non avrebbero avvertito i lavoratori dei rischi a cui sarebbero andati incontro gli ex dipendenti.

 

I casi di morti per mesotelioma dovuti a prolungata esposizione ad amianto, ammonterebbero a sei: un autista di bus, un elettricista, un addetto al segnalamento ferroviario della metropolitana, un meccanico incaricato della riparazione di autobus, un tecnico elettricista e un falegname.

 

I due episodi di lesioni sono invece relativi alle placche pleuriche riscontrate su due addetti in servizio al reparto armamento di ATM. Ma all'ONA, nel corso degli anni, sono giunte nuovi segnalazioni di casi sospetti di patologie asbesto correlate che sono in corso di verifica.

Avv. Ezio Bonanni: costituzione di parte civile

L’Avv. Ezio Bonanni, in data 01.07.2016, ha formalizzato la costituzione di parte civile per alcuni famigliari di una delle vittime. Causa rinviata poi al 05.07.2016, nel corso della quale il Tribunale doveva decidere se accettare o meno la richiesta di citazione di ATM come responsabile civile per rispondere in solido con gli imputati per tutti i danni subiti in seguito al reato.

 

L’Avv. Ezio Bonanni, a suo tempo, ha anticipato che prima dell’inizio del dibattimento anche l’associazione si sarebbe costituita parte civile per sostenere le istanze di giustizia delle vittime e dei loro famigliari.

 

L’ONA proseguirà nel suo impegno, in Lombardia come nel resto d’Italia, per far accertare tutte le responsabilità e per ottenere il risarcimento dei danni. 

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Processo ATM: aggiornamenti 2021

È giunto quasi all'epilogo il processo ATM. Procedimento a carico dell'azienda dei trasporti metropolitani milanese a causa dell'avvenuta esposizione ad amianto dei suoi dipendenti.

 

L'amianto era presente nella metropolitana milanese e in particolare nella componentistica, nella coibentazione dei convogli. Per questi motivi si sono verificati numerosi casi di malattie asbesto correlate, in particolare di mesotelioma, tra coloro che sono stati dipendenti della ATM.

 

Il Tribunale penale di Milano, G. Dott.ssa Maria Idra Gurgo di Castelmenandro, in primo grado ha assolto l’imputato, Gambini Elio, assumendo l’insussistenza del nesso causale, in ordine all’imputazione di omicidio colposo. 

 

Nell'udienza avvenuta in data 10.09.2021, la Corte ha rinviato al 21 ottobre per le conclusioni del responsabile civile, del difensore dell’imputato e per la sentenza.

 

Sempre nel corso dell'udienza del 10 settembre, sono intervenuti i difensori delle parti civili, inoltre, il Procuratore generale ha sottolineato la necessità di un migliore vaglio delle prove acquisite nel corso dell’istruttoria dibattimentale. Parliamo quindi di: accertamenti tecnici, testimonianze e acquisizioni documentali.

 

L'assoluzione in primo grado e la giustizia per le vittime

Nel corso dell'udienza dibattimentale del Processo ATM, l’ONA ha coadiuvato le tesi della pubblica accusa, sostenendo le ragioni delle vittime e dei loro famigliari.

 

Difatti, sarebbe stato sufficiente utilizzare materiali sostitutivi e quindi, porre a conoscenza i dipendenti del rischio amianto, oltre a dotarli di maschere protettive e di altri presidi per evitare i danni da esposizione.

 

In questo modo, si sarebbero evitate le tragiche conseguenze verificate e per le quali è necessario che si faccia luce. Purtroppo, la salute dei lavoratori è ancora esposta a rischio, e si auspica che perlomeno, venga istituito un servizio di sorveglianza sanitaria per tutti coloro che hanno svolto le stesse mansioni dei deceduti e negli stessi periodi.

 

Il Tribunale di Milano, ha assolto Gambini Elio, per alcuni capi di imputazione, perché il fatto non sussiste, e per gli altri, comprese le parti rappresentate dall’Avv. Ezio Bonanni, per non aver commesso il fatto.

Lo stesso PM, Dott. Maurizio Ascione, ha richiamato quanto risulta a pag. 14 della sentenza, ovvero che:

"risulta dimostrato l’uso di amianto in parti delle strutture edili e in componentistica delle vetture … può ritenersi dimostrata in via generale l’esposizione dei dipendenti ATM al pericolo di inalare fibre di amianto …"

 

E ancora a pag. 17 che le ‘indagini ambientali effettuate dall’Ing. Robotto si collocano in periodi lontani, quindi non in quelli relativi al periodo nel quale l’imputato è stato titolare della posizione di garanzia. Per tanto, la "bonifica di amianto nelle stazioni e gallerie metropolitane è stata avviata da ATM negli anni ’90 (prima della dirigenza Gambini)" e quindi, secondo il PM è dimostrato che vi fu, da parte dell’imputato, negligenza, imprudenza e imperizia

 

Oltre naturalmente, la violazione di regole cautelari, in un periodo nel quale era ben risaputo e conosciuto il rischio amianto, e peraltro in assenza di strumenti cautelari.

Mesotelioma in ATM

Occorre tener conto che il mesotelioma è malattia asbesto correlata, dose dipendente. Ovvero, una neoplasia che cresce in proporzione all'avvenuta esposizione alle fibre killer. Inoltre, il mesotelioma presenta un costante stato infiammatorio, e il fatto stesso che le esposizioni siano proseguite, senza strumenti cautelari, è confermato il nesso causale, e dunque la sussistenza del reato ipotizzato.

 

Sulla stessa linea, anche l’atto di appello delle parti civili, rappresentate dall’Avv. Ezio Bonanni, il quale ha ribadito come risultino dimostrati, in atti, le condotte di cui al capo di imputazione, e la violazione delle regole cautelari, e dunque il nesso causale, oltre ogni ragionevole dubbio.

 

All’udienza del 10.09.2021, il Dott. Maurizio Ascione ha chiesto l’accoglimento dell’appello, e per gli effetti la condanna dell’imputato alla pena ritenuta di giustizia.

 

 

L’Avv. Ezio Bonanni, in qualità di difensore di parte civile, ha concluso affinché la Corte di Appello di Milano condanni l’imputato al risarcimento di tutti i danni subiti prima di tutto dalla vittima primaria, e poi dai suoi congiunti, anche iure proprio.

L'impegno dell'ONA per i cittadini milanesi esposti

Amianto processo ATM

L'ONA ha mostrato da sempre il massimo impegno nella tutela delle vittime amianto nella città di Milano.

 

L'avv. Ezio Bonanni stesso, si è esposto in prima linea per sensibilizzare la metropoli di Milano, alla problematica amianto.

 

Proprio come nel seguente filmato, tratto dall’evento: Milano, “Amianto, in fila per morire. Le stragi approdano nelle aule giudiziarie”.